
(video girati da Steve Salasco, che ringrazio)
Venerdì 17.
Potrebbe sembrare il titolo di un film horror… oppure… un buon motivo per toccarsi i coglioni.
Un giorno infausto, pieno di iazza, destinato ad iniziare male e finire peggio o semplicemente un giorno senza né infamia né lode: totalmente apatico, inutile.
Invece… QUESTO venerdì 17 aprile 2009… sarà difficile riuscire a dimenticarlo.
Tutto inizia da almeno una settimana prima.
PREZIOSO TORNA A TORINO!
Di nuovo? Ma non c’era già stato?
Già ma io, come il più insultabile dei coglioni, me l’ero perso per la partita di poker più INUUUUUTILE della storia, durata 7 ore e fruttatami la terrificante cifra di 6 euro che non ti permette neanche di comprare dei durex bucati.
In quell’occasione ricordo solo il mio rimorso e la mia delusione che si infilarono nel mio fianco come una lunga spina che gira, entra, brucia sempre più in profondità.
Brucia!
Cazzo se brucia!!!
L’attesa per questo ritorno era quindi semplicemente immensa, e mai avrei sperato potesse essere così presto!
Prezioso è tecnicamente uno dei Dj migliori d’Europa in assoluto.
Ascoltare i suoi passaggi… il suo skratch… percependo la sottile perfezione del suo personalissimo e imprevedibilissimo “mixin’ style”… cazzo! È come sentire Jenna Jameson che ti sussurra nelle orecchie: “Adesso ti chiavo fino al mattino e anche di più” e sono solo le 3 del pomeriggio…
Quindi le premesse per godere c’erano tutte, ma andiamo con ordine.
Ritrovo CLAAAAAASSSICO al Barux alle 23.
Dado L., Jako, Tony alias DjWalker, Il DiPa e altri due o tre amici dei quali il nome, mi perdoneranno, è rimasto non nella mia memoria ma a galleggiare nel mio fegato in qualcosa di alcolicamente imbevibile.
Ci siamo!
Celerissimo Chupito (rigorosamente “Ruhm-Only”) alla goccia, Jako, se ben ricordo, un Vodka&Martini (dopo già altri vari cocktails consumati precedentemente), un saluto a Beppe il barman, sempre di più uguale al primissimo Paolo Villaggio, e ci si incammina verso… la Gàre!
Fiduciosi più che mai degli infallibili ganci del caro DjWalker ci si incoda per l’ingresso.
Puttana quanta gente.
No problem… c’è il gancio…
Già… nel culo.
Il P.R. della situazione ci palleggia da una coda all’altra.
Lasciamo una fila per un’altra ancora più lunga e vediamo, frustrati, la fila abbandonata entrare completamente subito dopo il nostro ritiro.
Così per 6 volte.
Entrano T-U-T-T-I…
…tranne noi.
Jako ad ogni cambio-fila cambia carnagione.
Si passa dal suo colorito abituale ad un viola-rabbia con tanto di schiuma alla bocca da mastino da combattimento clandestino a digiuno da sessanta giorni.
“Un altro mio amico” che chiamerò “L ‘ aratro” per mantenere la giusta dose di incognito (ah ah ah…), fino ad allora più in pace di Gandhi, lancia nel bel mezzo della folla, un countdown a sorpresa a voce ALTISSIMA che termina con un fragoroso PORCO ***. Terribilmente scandito e totalmente inaspettato!!!
Il Vaticano lo scomunica.
Il Papa ha un sussulto nel sonno e la sua dentiera dietro l’appannato vetro del bicchiere in cui è immersa, sembra sorridere diabolicamente.
All’una della notte, dopo circa un’ora e mezza di attesa, Jako lascia per rabbia.
Il nervosismo è alle stelle.
Onestamente non per me che di code nella vita ne ho fatte qualcuna in più e che soprattutto, come al solito, sto già fantasticando, con il cazzo umido, immaginandomi su come si potrà evolvere straordinariamente la serata.
Si entra…
Guardaroba inavvicinabile. Sembra l’ingresso degli animali nell’Arca, per rimanere sul religioso.
Comunque raggiungiamo la pista.
OVVIAMENTE il gancio del DjWalker si rivela sì lentissssssimo, ma ovviamente anche utilissimo per avere il TAVOLO migliore di tutta la Gàre: due metri dalla consolle sulla quale si esibirà Giorgio e un’autentica “oasi” di spazio per ballare liberamente in un deserto sovrappopolato all’inverosimile da bestie furibonde.
OVVIAMENTE DjWalker litiga comunque col suo gancio per almeno mezz’ora… eh eh eh. Ma GIUSTISSIMO così.
Grazie Tony…
Dopo un ovvio e abbondante scrocco di Cuba Libre al tavolo vicino…
, arriva finalmente il nostro secchiello di Gin Lemon probabilmente al collo di un San Bernardo, vedendo le nostre espressioni disperatamente assetate dopo tutta quell’attesa (e quel cazzo di caldo!).
Inizia il classico timido approccio al ballo, fase in cui ci passiamo tutti e in cui tutti ci si sente all’inizio come dei coglioni, freddi impacciati e terribilmente osservati.
Nella distrazione generale il mio occhio vigile riconosce Giorgio che in tutta tranquillità, sta finendo di montare la consolle come un artista sta finendo di “accordare” i suoi meravigliosi strumenti.
Sono profondamente emozionato, lo riconosco.
Sono abbastanza già ubriaco, riconosco anche questo.
Sulle note di un riuscitissimo e trascinante remix di “With Or Without”, il Dj Giorgio Prezioso sale al comando.
Il viaggio comincia.
Le luci cambiano, la musica cambia, l’atmosfera, cambia.
Esterrefatto dopo gli U2 riconosco la cassa e il basso iniziali di “Emergency 911“.
No! Non può essere lei!
Un suo successone del 2001. Impossibile. Stupenda!
Percepisco dentro di me che la musica sta cominciando a prendere il controllo assoluto.
Si balla, ci si dimena, ci si diverte, si canta… ma sotto sotto sotto un po’ ce la si poteva quasi aspettare… era spesso un suo pezzo introduttivo… e tutto mi porta ad immaginare che faccia comunque parte di un’intro quasi obbligato per spostarsi poi subito dopo, come la ragione e gli dei della discoteca vorrebbero, sulle canzoni e sul sound più attuale…
Ma Prezioso non ha criterio.
Prezioso non segue i lumi della ragione.
Prezioso Non rispetta le regole.
E infatti mentre “Emergency 911″ sta finendo di suonare… un campione vocal “vocoderizzato” che recita: “This Is Your Love… Don’t Stop… Computer Love…” entra inaspettatamente: annunciando l’ingresso di una delle canzoni Italian-Dance più belle, coinvolgenti e ballabili degli anni 2000.
Unconditional - Computer Love.
Ragazzi, è difficile da spiegare quello che ho provato.
Non ci credo.
Non posso crederci.
Lancio un urlo.
Libero.
A squarciagola.
Probabilmente la mia canzone dance preferita di sempre.
Per quei cazzo di 3 brevissimi minuti… che avrei voluto non finissero mai… è stato come tornare indietro nel tempo.
Indietro di anni…
…quando andavi a scuola… e quando il pomeriggio tornavi a casa e facevi il cazzo più assoluto…
…quando i peli pubici avevano appena finito di spuntarti e avevi appena scoperto quanto fosse bello ed eccitante aspettare che tua madre uscisse di casa per potrerti fare finalmente una sega…
…quando invece di una fronte avevi un carillon e ti bruciavi la faccia con l’invenzione più inutile di sempre: il Topexan…
…quando in gita scolastica giocavamo a “Nascondino al buio” e poi sgattaloiavamo fuori dall’Hotel per andare a ballare di nascosto… altro che ’ste FOTTUTE CANNE DI MERDA…
…quando andasti per la prima volta a ballare… al Naxos… il venerdì sera GRATIS con i tuoi meravigliosi e indimenticabili compagni di scuola…
…quando ti ritrovasti abbracciato al cesso la prima volta e ricordasti che ridesti come un matto continuando a ripetere in piena notte e a voce alta: “Ah cazzo! Allora è così che vuol dire essere ubriachi!”…
…quando… i primi amori… le prime delusioni…
…quando… provavi le prime canzoncine abbozzate con un Pentium2 e Music Maker (che cagata di programma…)…
Computer Love.
La colonna sonora di un passato spensierato, felice, costellato solo di bei pensieri.
Mi è quasi scesa una lacrima venerdì alla Gàre ragazzi.
Non esagero.
Non scherzo.
Non avrei MAI e poi MAI sperato di poter riascoltare e di riballare quella canzone dopo tutti questi anni.
E non avrei MAI e poi MAI immaginato che avrei potuto riaprire uno squarcio così profondo nei miei ricordi e di poterli rivivere e riassaporare di nuovo.
Mi sembrava di sognare.
Venerdì notte ho toccato una vetta ragazzi (non una “tetta”… o forse sì anche quella…
).
Concluso il capolavoro degli Unconditional, la serata è proseguita nella mia più totale gioia e incredulità, sempre nella stupenda atmosfera degli anni 99/2000, continuando a regalarmi emozioni di dolcissimi flashbacks riproponendo successi come:
“Move Your Body” degli Eiffel65…
“Bla Bla Bla (Drummetenza Mix
)” di Gigi D’Agg…
“Children” (l’originale!!!) di Robert Miles…
“Let Me Stay” sempre di Giorgio…
“Technodisco” di Nick Beat (fantastica… tamarrissima… anche qui non ci volevo credere…)…
infilandoci GENIALMENTE un recentissimo “Infinity 2008 di Guru Josh…”
“Let’s Talk About A Man” durante la quale io e Dado ci siamo fiondati a bordo palco per inchinarci ad idolatrare il nostro dio, e poi ovviamente “L’Amour Toujours Gigi’s Original Remix”.
E qui…
Qui: giù il cocktail e a cagare totalmente i freni inibitori!
Momento romantico quindi… addosso a più tipe possibili, con qualche piccolo successo “superficiale” pericolosissimo in quanto ottenuto sotto le incarognite occhiatacce dei relativi probabili fidanzati nonché organizzatori ah ah ah ah ah ah… ![]()
E ancora “Komodo” di Mauro Picotto… e ancora braccia al cielo e occhi chiusi… con gente che mi cadeva addosso, che mi abbracciava… che mi salutava… che bello.
Giorgio Prezioso ha concluso.
Comincia il siparietto delle foto e della distribuzione dei volantini.
Mi arrampico sul palco per una semplice stretta di mano… me la dà di gusto il buttafuori che mi fa ruzzolare giù nel burrone della pista gremita…
(vedere Video #3 verso la fine: quello che si agita disperato davanti al buttafuori è il mio braccio!!! ah ah ah…)
e direttamente addosso a uno dei fidanzatini di prima!
Ah ah ah… pensavo mi pestasse… probabilmente ha visto i miei occhi chiusi per tre quarti e ha assaggiato il mio odore di distilleria e ha deciso di avere pietà.
Giorgio Prezioso scompare come era apparso.
Come un misterioso stregone, un mito, una leggenda.
La serata volge al termine.
Mi incammino verso l’uscita… come farebbe la mente di un uomo che sta passando dalla conclusione di un bellissimo sogno ad un sereno dormiveglia di una fresca e profumata mattina d’estate.
Subito fuori dalla Gàre c’è ancora il tempo per cercare di far consumare l’ennesimo cocktail all’unico vero Lavandino, un po’ smezzato poi tra tutti… e soprattutto c’è anche il tempo per beccarsi il cazziatone da un poliziotto per un timido tentativo di coro da stadio subito scoperto e smorzato sul nascere nella ridicolaggine più totale.
Niente di grave… anzi… la giusta ciliegina per dare quel tocco finale di ilarità e comicità che mancava all’uscita.
Passeggiata confusa verso le nostre case… pisciata “lagiforme” d’obbligo dietro un bidone… saluti e abbracci finali.
Mai così sentiti.
Ma così autentici.
Ognuno a casa… chi a dormire… chi a dare un ultimo lungo saluto al cesso.
Sulle mie labbra un sorriso… forse un po’ malinconico.
Il fegato un po’ gonfio
… ma il cuore… stasera… di più.
Grazie Giò…
Grazie amici.
Alla prox… stay conn…
P.S… sembra che Giò tornerà a giugno a Torino al Patio… vi terrò informati…



































